Progetto cofinanziato da ASI (Agenzia Spaziale Italiana) nell’ambito del 3° bando PMI – Telecomunicazioni Satellitari (contratto n. 2014-028-1.0 del  1 Luglio 2012)

Monitoraggio delle coste

Al fine di introdurre lo scenario ambientale nel quale il sistema OceanSat si inserisce, è opportuno fornire alcune indicazioni quantitative e qualitative sulle coste italiane.
La particolare morfologia della nostra Penisola determina la suddivisione del Mediterraneo in due bacini principali che si possono considerare semichiusi. Il primo è quello del Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali, il secondo, il Mediterraneo orientale, è molto più irregolare e dominato dal sistema della dorsale mediterranea.
La costa italiana ha una lunghezza di circa 8.300 km. Nella determinazione della lunghezza sono considerati anche tratti di costa rettilinei introdotti in corrispondenza delle foci dei fiumi e delle strutture portuali e marittime (costa fittizia) e tratti di costa artificiali con strutture permanenti realizzate a ridosso della costa. Più del 9% di costa è ormai artificiale, delimitata da opere radenti la riva (3,7%), porti (3%) e strutture parzialmente sovraimposte al litorale (2,4%).

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Telecomunicazioni KA

KA Band SatBigUtilizzare le potenzialità delle comunicazioni satellitari in banda KA per la realizzazione di un centro regionale/nazionale di monitoraggio costiero. Attraverso le reti TLC satellitari, le stazioni remote di monitoraggio saranno in grado di trasferire tutte le informazioni ad un centro di controllo per la successiva analisi e per la gestione di eventuali emergenze. 

Per la realizzazione del sistema è fondamentale l’utilizzo di una rete satellitare in banda Ka che possa coprire, anche nel prossimo futuro, l’intero territorio costiero nazionale. 

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Radar banda X

l’utilizzo della tecnologia radar rappresenta una soluzione particolarmente efficiente, soprattutto considerando che le informazioni contenute in un set di immagini radar non si limitano alla caratterizzazione del clima ondoso ma si estendono anche alla rilevazione di fenomeni fisici la cui analisi porta alla produzione di misure sicuramente non ottenibili attraverso i sensori di un boa ondametrica o mareografica. Per contro, essendo la rilevazione radar di tipo remoto per definizione, risulta evidente che non consente l’acquisizione delle caratteristiche chimico-fisiche del mare.

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Integrazione altri sensori

Di notevole rilievo sarà l'integrazione e cross-validazione con altre sorgenti informative acquisite da sensori locali.
Il sistema avrà la capacità d'integrare con le informazioni da postazioni terrestri (radar costieri) con informazioni da radar su navi cooperative. I prodotti terranno conto anche di dati, modelli e sistemi esterni di previsione del vento, al fine di offrire un sistema di mappe sinergicamente integrato.

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